La storia di Fréjus, dall’antica Roma alla leggenda di San Francesco da Paola che salva la città dalla peste.

Fréjus, situata tra il massiccio dell’Estérel ed il massiccio dei Maures, tagliata in due parti dal fiume Argens, faceva parte del territorio occupato da una tribù Celto-Ligure, gli Oxibeni che i romani sottomisero nel 155 a.C.. Gli Oxibeni erano un popolo di marinai, di pescatori ma anche di coltivatori. Vivevano lungo il mediterraneo, dal delta del Rodano fino alla foce dell’Arno.

I romani si stabilirono definitivamente nella Gallia meridionale tra il 126 a.C. e il 124 a.C. e, quindi, anche a Fréjus. La data precisa non è conosciuta, bisognerà attendere la metà del primo secolo a.C. per trovare il primo riferimento a Fréjus (Forum Julii) nella corrispondenza di Cicerone.

Forum Julii, grazie alla sua posizione geografica, era un importante nodo stradale e strategico. Chiave del passaggio sull’asse Roma – Narbonne. È possibile che questa fortezza, la “claustra mans” (chiave del mare) citata da Tacitus, fu rafforzata al momento dell’invasione dei Cimbri e dei Teutoni dal dittatore Marius.

Dopo l’assassinio di Giulio Cesare (il 15 marzo, nell’anno 44), Roma fu profondamente turbata ed attraversò un periodo di guerra civile. Fu allora che i generali romani della Gallia meridionale, Marcantonio e Marco Emilio Lepido, riunirono i loro eserciti sul fiume Argens, nel territorio del comune di Les Arcs sur Argens, a 23 chilometri da Fréjus. L’esercito ribelle è considerevole, più di 40.000 soldati.

È dunque nella pianura dell’Argens che si svolgerà uno degli eventi più sorprendenti della storia romana: l’incontro tra Marcantonio e Marco Emilio Lepido. Il preludio alla formazione del secondo triumvirato di Roma con Ottavio, nipote e figlio adottivo di Giulio Cesare (43 maggio a.C.).

Il porto di Forum Julii copriva più di venti ettari. Scavato tra uno stagno collegato al mare tramite un canale di seicento metri, comprendeva anche due palazzi ed un arsenale. Fu il terzo porto più importante dell’impero romano, dopo Misene e Ravenna. La città di Forum Julii si estendeva per più di 40 ettari, il suo recinto fortificato misurava circa 4 chilometri in circonferenza. Mentre la sua popolazione era composta da circa 30.000 abitanti. Un acquedotto di 40 chilometri forniva acqua potabile alla città, prendendo l’acqua dal fiume Siagnole, a Mons.

La storia di Fréjus durante il basso Impero Romano (III° secolo) è poco conosciuta. La costruzione piuttosto tardiva dell’anfiteatro sembra contraddire l’ipotesi di un veloce declino alla fine dell’Impero. Fréjus allora dominava un vasto territorio, quello della ”Civitas Forojuliensis” i cui confini erano quelli del vescovado medievale.

Il primo documento sulla chiesa di Fréjus risale all’anno 374, racconta dell’elezione di un vescovo, Acceptus, eletto dal clero e dal popolo. Nell’anno 572 i lombardi conquistarono Fréjus.

Per trecento anni la storia di Fréjus sembra fermarsi, non si sa più nulla. La Provenza vive una vita precaria, i Visigoti, i Longobardi ed i Burgundi si susseguirono sul territorio, seminando desolazione e morte, i Franchi e gli Arabi si scontrano in battaglia e Fréjus fu devastata. I sopravvissuti si ritirarono nell’entroterra, sulle alture fortificate.

Alla fine del IX° secolo la città fu completamente distrutta ed i Saraceni si stabilirono nel Fraxinetum (attuale comune di GardeFreinet) nel Massiccio dei Maures.

Nel 973, Saint Mayeul, abate di Cluny, nato a Valensolles, viene rapito sul colle del San Bernardo da un gruppo di Saraceni, che chiese un pesante riscatto al clero di Cluny. I monaci raccolsero la somma richiesta ed ottennero la libertà del loro abate, ma cercarono subito vendetta.

Cominciano così a susseguirsi battaglie nelle Alpi Provenzali a Embrun, Gap e Riez. Gli arabi vennero sconfitti a Tourtour, Ampus e Cabasse e si ritirarono nel Fraxinetum. Assediata da terra e da mare, la città è finalmente conquistata e razziata. Molti degli Arabi vengono uccisi, gli altri sono costretti a essere battezzati e schiavizzati.

La città in rovina è riscattata dal vescovo Riculfo che le ridà un po’ del suo prestigio, costruendo una cattedrale e fortificando il centro con mura e torri, riprende così a poco a poco la vita a Fréjus.

La storia di Fréjus cambia drasticamente nel 1480, quando la peste devasta la Provenza e la Costa Azzurra, seminando desolazione e morte. È in queste circostanze, nel 1482, che il famoso monaco calabrese, Francesco da Paola, sbarcato nel porto di Fréjus e secondo una tradizione consolidata, salvò la città dalla peste.

Da quel giorno, ogni anno, Fréjus celebra la festa del Santo diventato patrono della città.