Si hanno notizie dei primi insediamenti umani databili a circa 400.000 anni fa. La storia di Nizza inizia circa 2.500 anni fa quando la città fu fondata dai Greci della vicina Massilia (l’attuale Marsiglia) che le hanno dato il nome “Nikaïa” in onore alla vittoria sui liguri (Nike è il nome in greco della dea della vittoria). La città diventa ben presto un importante porto commerciale.

In epoca romana, Nizza ha come rivale la vicina città Cemenelum. Fino al tempo delle invasioni longobarde. Le rovine di questa città sono visibili a Cimiez. Attualmente uno dei quartieri di Nizza.

Nel VII secolo, Nizza si unisce alla lega di Genova formata dalle città della Liguria. E nel 729 caccia i Saraceni dal suo territorio che, però, nel 859 e 880 saccheggiano e bruciano ripetutamente la città.

Durante il Medioevo Nizza partecipa alle numerose guerre italiane ed alla storia d’Italia. Si allea con Pisa contro la vicina Genova. Nel 1388 si mette sotto la protezione dei Savoia, guidati da Amedeo VII.

All’inizio del XVI secolo la forza marittima di Nizza va aumentando sempre più. Durante la guerra fra Carlo I di Spagna e Francesco I di Francia, Nizza soffre molto. A causa dei passaggi degli eserciti invasori ma anche per carestie ed epidemie di peste che la colpiscono. Nel 1538 i due monarchi concludono una tregua proprio a Nizza. Grazie anche alla mediazione di Papa Paolo III.

Nel 1538 la città viene attaccata da Francesco I e dal suo alleato, il pirata turco Barbarossa Hayreddin Pascià. Poi nel 1550 e nel 1580 ricompare nuovamente l’epidemia di peste in città. Era il 1561 quando il duca di Savoia, Emanuele Filiberto, abolisce l’uso del latino e dichiara l’italiano come lingua ufficiale di Nizza.

Nel 1600, la città viene conquistata dal duca di Guisa. Che ne apre i porti e vi proclama la libertà di commercio iniziando un periodo di prosperità. Nel 1642 gli spagnoli vengono cacciati da Nizza. Nel 1699 la città viene nuovamente ceduta al Ducato di Savoia.

Nell’anno 1706 i francesi distruggono il castello. L’anno successivo la controffensiva savoiarda arriva fino a Tolone. Nel 1713 il Trattato di Utrecht riconosce il dominio della città al Regno di Sicilia. Del cui titolo è stato insignito il Duca sabaudo Vittorio Amedeo che, nel 1720, lo permuta con il Regno di Sardegna. In questi anni viene ricostruita la “città nuova”.

Durante il 1792 gli eserciti della Prima Repubblica Francese conquistano la Nizza. Ma molto resto l’opinione generale si volta contro i francesi a causa delle requisizioni ordinate dai militari e dei saccheggi compiuti dalle truppe occupanti. Tutto questo dà vita al “barbetismo”. Una spontanea reazione di resistenza clandestina della popolazione nizzarda ai soprusi ed alle atrocità compiute dalle truppe di occupazione francese.

All’inizio dell’epoca napoleonica, con l’armistizio di Cherasco del 1796, viene confermata l’annessione di Nizza alla Francia. L’anno 1799 vede un periodo di una nuova persecuzione religiosa. Condotta dal generale francese di origine nizzarda Andrea Massena. Che causa un forte incremento dell’attività dei “barbets”.

Ai primi di maggio del 1800, le truppe austro-piemontesi occupano Nizza e gran parte della contea. Ma il ritorno al regno di Sardegna dura molto poco perché già a fine mese le truppe del generale francese Suchet la riportano sotto il dominio della Repubblica Francese. Occupazione poi consolidata con la vittoria di Napoleone Bonaparte a Marengo. Nel periodo consolare e poi in quello imperiale, l’atteggiamento delle autorità francesi diventa molto più conciliante verso la popolazione. Riducendo in questo modo il malcontento che aveva dato origine alla nascita del “barbetismo”.

Nel 1814, con la caduta dell’Impero Napoleonico e l’avvento della restaurazione, Nizza torna al Regno di Sardegna con il trattato di Parigi. Al termine della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana, nel 1860, grazie ad un trattato tra Cavour e Napoleone III, la contea di Nizza viene nuovamente ceduta alla Francia come compenso territoriale per l’aiuto francese nella guerra contro l’Austria. Questa annessione viene ratificata anche dal plebiscito della popolazione con 25.743 a favore, 160 voti contrari e 5.000 astenuti. Il plebiscito viene pilotato in funzione filo-francese, con il consenso dei Savoia e del Governo.

Stesso destino tocca alla Savoia. In questo periodo molti nizzardi si trasferiscono in Italia. Principalmente nelle località di Ventimiglia, Bordighera e Ospedaletti. Dopo questa annessione nasce a Nizza un movimento che promuove nuovamente l’annessione all’Italia. Conosciuto come Irredentismo italiano a Nizza. Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza nel 1807 (quindi in un periodo in cui Nizza era francese), fu fortemente contraria alla cessione di Nizza alla Francia.

Durante la seconda guerra mondiale, l’11 novembre 1942, in risposta all’operazione Torch scatenata dagli alleati, Nizza viene occupata dalle truppe italiane. Dopo il ritiro del Regio Esercito a seguito dell’Armistizio di Cassibile, (8 settembre 1943) è occupata dalle forze tedesche. Nizza si distingue per la forte resistenza antinazista. Ed è vittima di rappresaglie e di deportazioni di ebrei rifugiatisi a Nizza durante i mesi di occupazione da parte del Regno d’Italia. La città viene brutalmente bombardata il 26 maggio 1944 dagli Alleati.

Dopo la liberazione, Nizza è stata governata dal popolare sindaco Jean Médecin (sindaco dal 1947 al 1965). E successivamente da suo figlio Jacques Médecin (sindaco dal 1966 al 1990).